Annotazioni dopo la lettura de "Il visconte dimezzato" di Italo Calvino
Testo
narrativo/autobiografico a partire dalla lettura de Il visconte dimezzato
di Italo Calvino
1) “Questo è il bene dell’essere dimezzato: capire di ogni persona e cosa del mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza”
Queste parole sono pronunciate
dalla metà buona del Visconte Medardo nel romanzo Il visconte dimezzato
di Italo Calvino che stiamo leggendo in questi giorni.
A te capita, a volte, di sentirti “incompleto”, cioè mancante di qualcosa che ti piacerebbe avere o essere? Ti capita di voler essere diverso, nel carattere o nel fisico? Oppure ti piacerebbe essere capace di realizzare cose in cui ti sembra di non riuscire? Parlane in questo testo. Se vuoi, nella parte finale, puoi inserire un elenco di buoni propositi per provare a sentirti “più completo”
2)
Comincia il testo descrivendo l’immagine
raffigurata in questo disegno e spiegandone brevemente il significato.
Come Medardo, e come tutti gli uomini e le donne del mondo, anche tu stesso hai una natura duplice, anzi multiforme. Prova ad analizzarla: quali aspetti di te consideri positivi? Quali negativi? Come ti sembra di apparire agli altri? Riesci a far emergere davanti agli altri i tuoi aspetti positivi oppure rimangono più nascosti e hanno bisogno di più tempo per venire fuori? Parlane in questo testo. Se vuoi, nella parte finale puoi presentare un autoritratto personalizzato, completo di riferimenti ai tuoi lati positivi e negativi, sia sotto forma di disegno che di scritte su sagoma/organizzatore grafico.
“Mi piace aiutare i soprattutto i
più anziani e mi piace parlare sia con gli anziani che con i bambini. Mi piace
portare la spesa agli anziani o anche semplicemente direi buongiorno o
buonasera, perché sono sicuro che gli migliori la vita. Però sono uno che
prende fuoco alla svelta e mi fa arrabbiare la minima cosa. Tutto questo è
alimentato dalla mia testardaggine.” (J.)
“Sì, io mi sento incompleta, ma non solo per il mio carattere orribile e non essere brava a scuola quanto le mie amiche, come dice il mio babbo. Io mi sento incompleta perché mi manca una persona: un ragazzo conosciuto in un’isola dove sono stata questa estate e dove tutto era cominciato con un gioco di sguardi” (A.)
“Anche se faccio credere agli altri di essere sempre felice, sotto sotto una parte di me la sento svanita, specialmente da quando non c’è più mio nonno. E anche mia nonna so che non avrà il tempo di vedere i miei figli, poi ho sempre paura di deluderla. Non voglio che gli altri stiano male per me e quando c’è qualcosa che non va non lo faccio vedere. Quando la gente mi chiede di cosa ho paura, io rispondo i ragni o altre cose così, ma il fatto è che la mia paura più grande è quella di crescere, di non saper fare molte cose, così che nessuno mi vorrà. Io mi dico molto spesso: vorrei essere come lei, avere il suo stesso fisico, essere alta e snella. Alle elementari mi prendevano in giro e mi dicevano che ero grassa. Ora mi dicono che sono bella, ma non mi vedo così e, anche se vorrei diventare bella veramente, se tanti mi fanno i complimenti vuol dire che un po’ bella sono. Il mio carattere non lo so neanche io come è, perché sono lunatica e solare. Anche nella scelta delle superiori, quando dico che voglio fare l’estetista, molti mi dicono che sarò una fallita” (N.)
“Sono gentile e mi piace vedere le persone sorridere; ho scoperto che basta salutare qualcuno per renderlo felice. Sono anche molto scoordinato, quando cammino rischio di cadere perché riesco a inciampare su cose che non esistono (tipo la mia fidanzata). La maggior parte delle volte in cui mi chiedono qualcosa rispondo: - Eh? – anche se ho capito perfettamente. Non so perché, ma sto cercando di smettere” (F.)
“Sono introverso con molte persone che conosco e che non conosco e questo mi impedisce di socializzare con le persone, specialmente nuove. Quando qualcuno, anche della mia famiglia, mi pone una domanda, io rispondo molto spesso con frasi brevi, in qualche caso solo con una parola. Con i miei genitori e mia sorella mi capita di “scaldarmi” con molta facilità perché non capiscono cosa voglio dire. Non mi fido dei consigli che mi vengono offerti e faccio di testa mia, finendo per sbagliare e poi pentirmi” (A.)
“Ho paura a parlare con persone che non conosco, anche con gli amici dei miei genitori. I miei aspetti positivi rimangono nascosti e hanno bisogno di tanto tempo per venire fuori, invece gli aspetti negativi si vedono subito. Quando sono con le persone invece vorrei far vedere i miei lati positivi” (S.)
“io mi sento ogni secondo incompleta, in qualsiasi senso. So di essere grassa e brutta, mi viene detto ogni tanto e vorrei solo smettere di sentirmelo dire. Sono anche molto timida e ogni volta che mi trovo in mezzo a molte persone, penso che mi stiano guardando e mi stiano giudicando. E’ un incubo. Provo a essere me stessa ma non riesco perché mi faccio mille paranoie e ho paura del giudizio altrui. Vorrei non pensare troppo. Poi quando conosco qualcuno gli dico tutto, anche segreti o cose importanti che non dovrei dire, infatti a volte mi ritrovo le persone contro di me. Dovrei smetterla e pian piano ci sto riuscendo, infatti mi tengo molte più cose per me. Grazie a K-Pop sto cambiando: mi sono fatta tante amiche e mi vergogno di meno” (S.)
“Non mi sento incompleto, vorrei solo avere qualche qualità in più, tipo essere più alto e magari più forte. Di carattere sono a volte scontroso e mi arrabbio per cose inutili o me la prendo troppo. Ma a volte sono gentile e aiuto le persone (qualche giorno fa, ad esempio, ho aiutato una donna sul treno a scendere il passeggino). Però me la prendo tanto delle cose, ad esempio un mio amico si è messo con la ragazza che mi piaceva e non gli parlo più da sei mesi” (P.)
“Non ho mai avuto voglia di studiare, fin dalle elementari, e penso che sia una cosa tutta mentale. Gli insegnanti hanno sempre detto. “Ha voglia ma non si applica” e a me questa sembra una sciocchezza perché ai ragazzi a cui dicono questa frase manca la motivazione ed è per quello che non studiano, non perché non hanno voglia. Vorrei avere di nuovo il rapporto che avevo prima con i miei genitori perché mi ci sto allontanando e, sinceramente, non so il perché. Forse sono io che sto diventando autonomo, ma non penso perché per tante cose dipendo ancora tanto da loro (soldi, organizzazioni, uscite con gli amici) e mi sento in colpa perché mi sembra siano obbligati a fare per me cose che non vorrebbero fare. Ma nello stesso tempo se mi piace una cosa insisto finché non la posso avere e mi sto antipatico da solo. Un difetto che mi vedo sono i muscoli perché non li ho e sono sempre stato debole rispetto agli altri, anche nella forma fisica. L’unico aspetto che non vorrei cambiare di me è l’altezza perché sono quasi sempre il più alto di tutti. C’è un’altra cosa che mi rende tanto insicuro, ma è una cosa stupida e non ce la faccio a dirla” (T.)
“Sono gentile e buono, mi piace far divertire la gente e mi piace fare sport. Poi sono testardo e questo è un male e anche un bene, ad esempio se qualcuno tenta di offrirmi una sigaretta non dirò mai e poi mai di sì. Sono tanto permaloso e me la prendo tanto se qualcuno fa battute su di me, anche per scherzo. Poi faccio cose senza pensarle e me ne pento immediatamente” (L.)
“Faccio battute coi miei amici e sono buffo perché mi piace scherzare. Poi cerco di essere gentile perché i miei genitori mi hanno insegnato che se sei gentile con qualcuno poi ti ricambiano. E cerco anche di aiutare le persone che hanno bisogno. Sto alla play un po’ di tempo, però aiuto anche in casa, per esempio sto con i miei fratellini, aiuto la mia mamma in quello che c’è da fare in casa e porto il cane fuori o gli do da mangiare. Di solito sono un po’ pigro e a volte non riesco a capire quando qualcuno fa delle battute su di me, quindi mi arrabbio facilmente. Faccio anche molte cose senza pensare e sbaglio, inoltre in classe chiacchiero e sono distratto” (A.)
“La mia parte buona viene notata perché sono educato e aiuto volentieri gli altri (anche le signore che non riescono a prendere delle cose negli scaffali alti del supermercato), ma non subito si conosce il mio carattere. Non mi fido delle persone, specialmente quelle che conosco poco, e non ho subito reazioni pronte, anche se qualcuno è in difficoltà. Poi mi arrabbio facilmente anche se non sembra e all’inizio delle medie ero arrabbiato perché ero in classe con una persona che, fin dall’asilo mi ha preso in giro e picchiato, specialmente quando era geloso del fratellino che gli era nato. Però ora va meglio, anche perché una volta mi sono rivoltato contro e ha smesso di infastidirmi” (I.)
“La frase del visconte è corretta e anch’io sono incompleto. Andrò subito al punto: non vado fiero della mia nazionalità italiana (SEGUE ELENCO DI DIFETTI NAZIONALI). Sarei voluto nascere russo o britannico” (L.)
“Per me sentire il vuoto lancinante nel petto è una normalità, o meglio lo era fino a poco tempo fa. Ricorderò sempre quella mattinata di gennaio, quando arrivai a scuola nervosa come al solito e iniziai a lamentarmi con una ragazza di cui non sapevo neanche il nome e mi accorsi che con lei parlare, anziché riuscirmi a fatica, era naturale, come respirare. Era il mio pezzo mancante. Non c’è stato un momento in cui non mi abbia incoraggiato ed è sempre rimasta con me anche nei momenti più difficili. Io cercavo di riempirla di regali, fatti a mani o costosi, in edizioni limitate. Cercavo un modo per trattenerla. Lei se ne accorse e mi disse di fermarmi perché mi voleva bene per come ero, e io non avevo bisogno di farle alcun regalo” (M.F.)
“Il visconte ha ragione, tutti siamo dimezzati e anche io mi sento diviso a metà: una parte di me è buona e gentile, invece una parte è testarda e prova a difendersi, diventando più cattiva (ma con il tempo sono riuscito a controllarla). Anche se sono buono posso ribellarmi, come è successo quando mi sono ribellato a Jarek che mi prendeva in giro all’inizio della prima media. Anche se iniziai da quel momento a rispondere alle persone cattive, rimango un ragazzo bravo” (T.)
“La mia parte cattiva non la dimostro mai, quella buona sempre, specialmente a scuola. I miei genitori mi dicono che dovrei far vedere di più la parte cattiva, ma io non ci riesco e non so come potrebbero rimanerci le mie amiche se mi vedessero diversa. A casa dimostro la mia parte cattiva, specie con mia sorella, invece dovrei fare il contrario e dimostrarla a scuola. A me sembra di essere una brava amica ma capita che mi dicano cose negative e io ci rimango male. A essere troppo gentili si sbaglia, io sono gentile con tutti ma vengo messa in mezzo anche quando non c’entro, così torno a casa e piango. Però voglio continuare a essere gentile, soprattutto con un ragazzo a cui tengo e che frequenta l’ultimo anno con me” (G.)
“Non mi capita spesso di sentirmi mancante di qualcosa o qualcuno, ma quando capita passo momenti bui. Mi capita di più quando vorrei essere più bravo a calcio, ma ultimamente mi succede di provare mancanza per una persona. Mi sento innamorato e questo sentimento non è dovuto al fatto di voler essere fidanzato, ma al fatto che mi piace una persona di cui non dirò il nome, ma che ogni volta che la vedo mi fa illuminare gli occhi” (J.)
“Di fronte agli altri non do l’idea di essere incompleta, ma da sola a casa lo sono.. Sembro sorridente e solare, ma a volte mi sento una ragazza che ha paura di tutto e soprattutto ha paura di non essere all’altezza di uno standard che sembra deciso dal diavolo. Cerco di indossare una maschera e a volte questa maschera mi sembra diventata un’armatura che non fa passare i giudizi o prese in giro. Ma qualche volte i giudizi e le offese passano lo stesso. Una persona ha detto delle parole sul mio fisico e mi sono rimaste in testa tanto tempo. Mi capita di sentirmi incompleta quando mi guardo allo specchio e vedo che sono bassa, non ho tante forme, ho le mani troppo piccole e, anche se mi accorgo che sono tutte cose che ho nella testa, mi sento incompleta lo stesso. Ho avuto brutte esperienze alle elementari e la mia preoccupazione è che le persone non si sentano come me, quindi mi do il compito di renderle felici. Ma chi pensa a me? Chi si preoccupa di rendere felice me? Nessuno. E quando provo a raggiungere un po’ di felicità anch’io, mille vocine dentro di me dicono “Non te lo meriti”, “Non puoi”, “Non sei abbastanza” (A.)
“Tutti siamo incompleti, ma cerchiamo di non farlo notare. Si può fingere che vada tutto bene quando non è così. Io faccio così. Il mio punto debole è il fisico, anche se non si salva a volte neanche il carattere. Sei mesi fa non notavo niente di male nel mio fisico, anzi mi piaceva, anche se già alcune persone mi criticavano. Non davo peso a quello che dicevano gli altri, ma da quando mi ha lasciata R., che mi ha offeso per il fisico insieme ai suoi amici, quelle parole non sono uscite dalla mia testa come le altre, ma sono rimaste fissate nel cervello come se fosse la verità, e lo penso tutt’oggi. Le sue parole mi hanno distrutto dentro e fuori. Ora quando mi guardo allo specchio non mi vedo più bella, ma vedo una ragazza ingenua che deve dimagrire, per piacere a se stessa prima che agli altri. Ho iniziato a fare una dieta e ho perso cinque chili, ma sono convinta che dovrei perderne altri dieci per vedermi magra come le altre. Mi sono fissata così tanto che, se mangio qualcosa in più di dolce o di carboidrato mi sento in colpa tutto il giorno, arrivando anche a piangere. Ora è morta la mamma di Rayan, ma io non gli scrivo anche se vorrei. Per lui sono solo “la cicciona che non gli dava tempo nelle nostre pause”, ma io mi preoccupo ancora nonostante quello che mi ha fatto e una parte di me è rimasta con lui. Parlare di queste cose, comunque, mi fa sentire meglio, un pochino più libera” (A.)
“A volte mi capita di volermi sentire più bella, più simpatica, andar meglio a scuola, ma anche uscire con gli amici è tra le mie priorità e comincio a fare il minimo indispensabile perché mi basta leggere e ripetere e mi ricordo quello che ho letto, ma so che questo è sbagliato e me ne sto approfittando troppo. Mi dispiace del fatto che non sono bravissima in qualcosa di particolare ma decente in tutto. Vorrei qualcosa di più. Su Tik tok mi ha impressionato la parola “mediocre” e a volte credo di esserlo, ma poi torna tanta fiducia in me, anche troppa, e non mi sembra di avere una via di mezzo. Per quel che riguarda il fisico, mi vedo troppo magra, specie nelle gambe e nelle braccia. Ho poco seno, ma ho la speranza che cresca ancora visto che sono piccola. Il naso di fronte può anche starci, ma di profilo è bruttissimo! I denti mi fanno infine sembrare un coniglio. Mi piacciono gli occhi, le ciglia, i capelli, le mani e la pancia” (I.)
“Sono molto selettiva e faccio fatica a fare amicizia perché voglio intorno a me poche persone. Non voglio fidarmi delle persone sbagliate. Poi ho comunque autostima, quindi non ho problemi a stare con pochi. Sono anche tanto pigra, nonostante mio papà mi dica sempre che ho il fisico da atleta. Di sport ne ho fatti tanti, ma non ho pazienza di continuare niente” (R.)

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